La nostra storia

Renato BalestreroLa Scuderia Balestrero di Lucca è una delle scuderie più attive d'Italia; nacque nel lontano 1954 per volontà di un gruppo di appassionati sportivi lucchesi che si riunirono in una delle prime realtà di associazionismo del tempo. Infatti in Toscana, già dagli anni 40, pur essendoci molti appassionati del volante, non c. era ancora l.idea di Scuderia o di associazione, per cui dopo un primo tentativo agli inizi degli anni cinquanta di costituire un gruppo sportivo con la regia dell.Automobil Club di Lucca, ecco nel 1954 la nascita della Scuderia automobilistica intitolata a Renato Balestrero valente pilota campione italiano che perse la vita in un tragico incidente mentre scendeva di macchina investito da una automobile che sopraggiungeva a elevata velocità.
Il primo presidente del sodalizio lucchese fù il Commendatore Ignazio Scaletta campione italiano turismo del 1952 dopo essere stato anche tra i protagonisti come motociclista. In seguito, nel 1959, fù Federico Zantonelli ad ereditare la Presidenza della Balestrero che vide tra i conduttori Massimo e Goffredo Larini, padre quest.ultimo di Nicola ex-pilota di Formula 1, Ansano e .Gigetto.Cecchini, Mauro Nesti, poi pluricampione italiano ed europeo della montagna e Giuseppe Francesconi quest.ultimo uomo di grande vitalità che poi negli anni successivi dette un enorme impulso come organizzatore di gare. Infatti l.attività riprese con l.inserimento di uomini nuovi che a fianco di Francesconi fecero rifiorire la Scuderia Balestrero che fece rivivere le competizioni con l.organizzazione del Rally dello Zoccolo nel 1980, inizialmente un seconda serie, che poi nel 1982 fu promosso a Coppa Italia, nello stesso anno fu deciso di organizzare il Rally del Carnevale. Nel giro di poco il Rally dello Zoccolo dalla periferia di Lucca ritornò ad essere inserito tra le manifestazione all.interno delle famose Mura di Lucca e riprendersi così a pieno titolo la denominazione, tra l.altro mai lasciata, di Coppa Città di Lucca gloriosa competizione nata nel 1957 per opera della Scuderia Balestrero. Il fasto è riconosciuto con la partenza in notturna da uno dei luoghi di più alta spettacolarità, vero teatro naturale, le Mura di Lucca che danno un tocco di classe alla manifestazione per eccellenza della Scuderia Balestrero. Scendere dalla pedana di partenza situata sopra le Mura di Lucca è già di per se un cult per i partecipanti. Purtroppo l.anima organizzativa della Balestrero, Giuseppe Francesconi, alla vigilia della edizione numero venti nel 1986, viene a mancare e la Scuderia dopo un primo momento di profondo scoramento riesce a reagire e prosegue l.attività la cui traccia e l.impulso erano stati dati per anni dal mitico Giuseppe. Segno che il Presidente aveva seminato e fatto crescere con umiltà e voglia tutti gli uomini che gravitavano intorno alla Scuderia ed ecco l.avvento ai posti di coordinamento di Fabio Brinzi, Pier Angelo Brogi, Luca Ciucci, Giuseppe Danesi, Martino di Simo ed altri. Ecco così ancora una volta un momento di crescita ulteriore con l.attività che si divide tra la parte agonistica con numerosi piloti e la parte organizzativa che vede aumentare gli impegni con oltre i già citati Rally Coppa Città di Lucca e Rally del Carnevale, il Rally di Massarosa, il Rally Città di Camaiore, il Rally Città di Massa e Carrara, il Rally .Trofeo Golfo dei Poeti. a La Spezia, la Coppa Balestrero interamente dedicata alla Regolarità Autostoriche, le numerose gare di Formula Challenge, due Slalom ed altre minori. Quindi impegni su tutti i fronti e numerosi successi che hanno accompagnato la Balestrero a partire dalle numerose vittorie del duo Scaletta- Zantonelli nei primi anni di attività della Scuderia, alle prime vittorie di Mauro Nesti nelle cronoscalate nei primi anni 60, ai successi di Ansano Cecchini, di Massimo Larini nel Turismo in pista fino alla sua tragica morte nella 24 ore di Spa nel 1973, per poi passare alla vittoria sempre nella velocità del Campionato Italiano di Formula 3 nel 1986 di un altro Larini, Nicola, poi passato negli anni successivi alla Formula Uno. Nei rally, invece, la Scuderia Balestrero vanta ben cinque vittorie della Coppa Italia, iniziate con la Porsche 2.7 Carrera dei fratelli Lucchesi nel 1984, per poi proseguire con le varie Renault 5 Gt Turbo di Fruzzetti-Morelli, Giusti-Tringali e Lenci- Buscioni con, inoltre, numerose vittorie nei vari Trofei Nazionali e Trofei Monomarca. Così, si raggiungono i giorni nostri, con numerosi piloti portacolori della Balestrero presenti un po. in tutte le gare di zona e con qualche presenza in gare di maggiore spessore per tutta Italia, anche se è da notare che, i successi ottenuti dalla Scuderia Balestrero negli ultimi anni, parlano da soli, con il pieno di iscritti in tutte le manifestazioni organizzate. A partire dalla gara per eccellenza, il Rally Coppa Città di Lucca, oramai oltre le quaranta edizioni e che ogni anno registra record di iscritti e che coinvolge in maniera entusiasmante tutta la città diventando l.evento simbolo della stessa o come il classico appuntamento d.inizio stagione, il Rally del Carnevale, che ha un fascino tutto particolare per l.ambientazione invernale in cui si svolge ed il cui successo è dimostrato dalle migliaia di persone che nella fredda notte di svolgimento sfidano le basse temperature per seguire la gara. Poi ci sono i rally di nascita recente, entrati attivamente nel cuore degli appassionati e soprattutto dei conduttori, come il Rally Città di Camaiore, il Rally di Massarosa, il Rally Città di Massa e Carrara, il Rally .Trofeo Golfo dei Poeti. e il Rally delle Polizie Europee, che hanno appagato la voglia di sportivi ed appassionati, inserendosi con numeri inaspettati, nell.affascinante mondo rallystico toscano e ligure. Ai rally che abbiamo citato occorre aggiungere anche le autostoriche, presenti in diverse occasioni in coda alle gare per le vetture moderne, ma anche la gara di regolarità Coppa Balestrero che ha un suo cammino dedicato alla storia dell.automobile e che vede protagonisti gli specialisti migliori del settore ma soprattutto vetture che hanno fatto la storia. Questi .primi. anni di vita della Scuderia sono trascorsi con una tale velocità, che una infinità di eventi, persone ed altro si sono succeduti in maniera frenetica; questo tempo trascorso non è che la partenza per il futuro: la passione e la competenza sicuramente riusciranno ulteriormente a far crescere la Scuderia lucchese, noi seguiremo attentamente gli eventi e siamo convinti che le forze attuali e future potranno continuare a seguire la traccia indicata da noi e da chi ci ha preceduto.
Scuderia Balestrero, dal 1954 di Corsa 2 Febbraio 1948, sono le 19 di una gelida sera, Renato Balestrero, Campione d.Italia dello sport automobilistico percorre con la propria vettura la Milano-Torino per portarsi a Genova dove è atteso dalla famiglia e dagli affari. Vicino a Torino scorge alla luce dei fari una pattuglia dei militi che intima ai veicoli in transito .l.alt. per controlli di ordinaria amministrazione. Si ferma e si pone disciplinatamente sul lato destro della carreggiata in attesa del controllo. Un momento dopo, Balestrero, apre lo sportello verso il centro della strada, ha solo il tempo di mettere i piedi sull.asfalto: una macchina che sopraggiunge nella stessa direzione lo investe mortalmente. Al mondo dello sport, appresa la notizia il giorno di poi, null.altro resta che piangere il campione vittima di un tanto banale incidente e ricordare le sue leggendarie imprese che non ripeterà più.

Renato Balestrero, fin dalla prima adolescenza, si sentì attratto dai motori e dalle automobili. Questo interesse si trasformò poi in una passione preponderante alla quale dedicò tutto se stesso. Questa passione esigeva che rimanesse il più vicino possibile ai motori, alle ruote, ai volanti e lui per far ciò iniziò dalla gavetta: eccolo infatti trovare lavoro come piccino presso l'autofficina Zantonelli di Corso Garibaldi, rappresentante FIAT per la provincia di Lucca dal 1911 al 1934.

Apprende rapidamente il mestiere ed entra in confidenza con tutto quanto riguarda la vita dell.automobile. La sua tecnica e la sua competenza vengono prese in giusta considerazione; così Balestrero si trasferisce, con incarichi di responsabilità, alla O.M. che si trova in Piazza del Giglio (dove è attualmente il cinema Astra). Siamo nel .20; è l.anno in cui Balestrero affronta le competizioni. Sono gare che non hanno molta importanza, si disputano con automobili la cui sagoma da poco si è distaccata da quelle delle carrozze che l.hanno ispirata: sono vetture alte, la carrozzeria è costituita dall.enorme radiatore frontale e dal cofano sotto il quale bielle e pistoni fanno udire il loro fragoroso, affascinante rumore. E. un corridore. Ma presto sarà Balestrero!

Partecipa a tutte le competizioni che si svolgono in quei tempi con sempre rinnovato entusiasmo e in capo a pochi anni viene ritenuto il pilota italiano più assiduo ed inserito nella rosa dei più abili e coraggiosi. Sono i tempi eroici dell.automobilismo sportivo, le vetture si chiamano: O.M., Diatto, Chiribiri, Ansaldo, Ceirano, Amilcar, Isotta Fraschini, Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Bugatti, Maserati; e i piloti che le portano in gara sono; Minora, Borzacchini, Brilli Peri, Antonio Ascari, Arcangeli, Salamano, Maggi, Campari per citare quelli che sono rimasti nella leggenda. Negli anni successivi, cioè quel periodo che và dal .22 al .35, vediamo Balestrero impegnato nelle più importanti gare automobilistiche in Italia e all.estero: Circuito di Tripoli, Gran Premio di Roma, Giro di Sicilia, Mille Miglia; i suoi rivali hanno nome Nuvolari, Varzi, Biondetti, Taruffi, Fagioli e con loro, i primi piloti esteri che si cimentano sui circuiti italiani, quali il francese Chiron e il tedesco Von Stuck.

Quando Balestrero ci lascia per il banale incidente che abbiamo ricordato si ha la prova del valore di questo pilota; nell.arco della sua carriera agonistica ha partecipato a ben 230 competizioni conquistando sempre, se non la vittoria, eccellenti piazzamenti. In queste 230 competizioni non è mai incappato nel minimo incidente; questo oltre che un record, riteniamo dimostri la compiutezza di Renato Balestrero.

Riportare l.Albo d.Oro di Renato Balestrero non è cosa semplice pertanto ci limiteremo a citare quella parte più felice della sua carriera: dal .22 al .35. Balestrero però non smise di correre né nel 35 né durante gli anni successivi, quando l.automobilismo sportivo si arricchì notevolmente col potenziamento dell.Industria nazionale e mondiale e con piloti delle migliori scuole: rimase fedele alle auto potenti, al volante e alle associazioni degli automobilisti e degli sportivi, rimanendo, con la sua vita e la sua passione a simbolo per tutti gli automobilisti lucchesi.